E con questa edizione si arriva a quattro!! Quattro Flash party festeggiati con alcuni tra i più grandi personaggi dell’heavy metal degli ultimi venticinque anni, quattro edizioni durante le quali siamo riusciti (almeno speriamo…) a regalarvi delle belle serate dove l’atmosfera era proprio quella classica da party e dove gli ospiti stessi si sono calati nella parte vivendo a stretto contatto con voi e con noi queste caldissime serate. Quest’anno siamo andati a pescarli negli States, a New York per l’esattezza: siamo andati a prelevare due grandi personaggi, rappresentanti di una delle band più amate e “true” del panorama metal internazionale: I Virgin Steele di David De Feis ed Edward Pursino! Questa edizione, tutta stars and stripes, è stata forse la più ardua da organizzare, sia logisticamente che artisticamente, ma le sensazioni fin dal primo scambio di email sono state positive e tutto alla fine è andato alla grande. Anzi, sono successi dei miracoli: l’incredibile eloquenza e scioltezza di Manuel nel parlare l’inglese, la fluenza dei riccioli di Fulvio, la densità dei peli sul petto di Luca.
L’arrivo in aeroporto e la prima giornata a Como.
Il volo proveniente da New York, con scalo in Germania, arriva puntuale a Malpensa dove la collaudata coppia d’accoglienza Trinca-Turcatti è già presente da svariati minuti. Tempo di recuperare i bagagli e vediamo sbucare dalle porte automatiche tre individui, due dei quali dal volto familiare: David De Feis in jeans neri e chiodo, Edward Pursino in tenuta assolutamente borghese (tradisce solo l’enorme custodia del suo neo acquisto, un’acustica Ovation comprata apposta per il Flash Party) e una bellissima ragazza, Sandra, in compagnia del chitarrista americano. Tanti convenevoli e strette di mano e subito alla macchina, anche per permettere ai tre di arrivare in tempo in albergo per un breve risposino. Ed è così che il viaggio corre veloce sulla Varese – Como, tra chiacchierate varie, fino al centralissimo albergo Firenze dove due stanze aspettano i nostri ospiti. Qua vengono lasciati in balia delle hostess dell’albergo, ormai abituate ad ospitare star del metal internazionale dopo che negli anni scorsi sono passati Blaze, Jorn Lande e Doro; una nota di merito alla capo-cameriera che, nonostante i centododici anni d’età, si è fatta trovare in completo di latex borchiato con frustino e museruola. Fulvio ripassa poi verso le 19.00 a prendere i due “araldi del metallo” (soprannome infelicemente coniato da Gab in un momento di sconforto sul palco del Thunder Road) per portarli all’interno del bellissimo vernissage di Piazza Cavour, dove si prendono quattro calici di cartine e dove la conversazione inizia a fluire senza freni e inibizioni. Pronti e via, in direzione di uno dei migliori ristoranti del comasco, dove Fulvio scioglie definitivamente gli ospiti con una cena da mille e una notte, dove le pietanze più gradite sono state delle trucioli di pasta fresca alla bottarga e rucola con grattata di noci e degli spiedi di cervo infilzati su rametti di rosmarino serviti con delle confetture di frutti di bosco da far venire un infarto solamente a ripensarci. Ottimo il rosso piemontese (scusate se era un Barolo d’annata!) e ottima la fornitura di grappe a conclusione della maratona culinaria! Inizio migliore per questa avventura non poteva esserci, e Fulvio assicura che dalle espressioni e dai versi goduriosi durante la cena anche gli americani hanno gradito. La cena è stata poi seguita da una battuta notturna di caccia alla volpe, dove David ha conquistato il primo posto abbattendo dodici esemplari con un solo fendente della sua spada infuocata. Fulvio, con grande imbarazzo, è tornato a casa con le sue prede: un piccione e quattro nutrie dell’Arno.
Sul podio: gli ori sfoggiati da Pursino e i suoi mitici stivaletti di pelle color panna, simbolo del rocker americano per eccellenza!
Via alle danze!
Venerdì, reduci dalla splendida serata precedente, Fulvio e gli ospiti si trovano giusto giusto per una passeggiata in Como centro con annessa colazione (Pursino viaggia alla media di due cappuccini alla volta, con sessuali gemiti di piacere ad ogni sorso) e successivo veloce pranzetto durante il quale si fa ironia sui vari George Clooney and friends (Fulvio ha vivamente protestato con David per non aver informato George del suo arrivo!!) e sui prezzi abbastanza proibitivi che hanno le ville sul Lago di Como. Tra l’altro si scopre come sia David che Edward siano non solo degli ottimi buongustai, ma anche esperti cuochi che nelle loro case spesso si dilettano con ricette tipiche un po’ di tutte le parti del mondo! Ma non solo…dai loro racconti si deduce anche che i migliori ristoranti di Long Island abbiano quasi sempre un tavolo prenotato a loro nome!! Si parte per il Thunder Road, io con la mia station wagon e gli americani, i Clairvoyants con Alex “T-Rex Dust The Roadie e Chi Più Ne Ha…” su un furgone carico all’inverosimile! Appuntamento alla prima stazione di servizio sull’autostrada: Fulvio non può che toppare clamorosamente, ritrovandosi a quella successiva! Sotto un sole sahariano ci ricongiungiamo, e insieme si parte in direzione Codevilla. A destinazione arriviamo tutto sommato senza grandi intoppi, ma una volta in loco veniamo colpiti da un campo magnetico maligno che ci fa perdere la bussola dell’orientamento e ci fa vagare per questo paesello di duecento anime per circa 40 minuti senza che del Thunder si avvertisse la minima presenza!! E’ stata necessaria l’intercessione della più classica biondina di paese, che ci ha fornito le giuste indicazioni e ha accettato con educazione il catino di bava che le abbiamo donato come compenso. Qualcuno sul furgone deve anche aver pensato di ringraziare la donzella invitandola al locale, ma questi buoni propositi sono stati sommersi dalle urla agghiaccianti e arrapate tipiche dei cori da stadio più gretti e rozzi provenienti dall’abitacolo del Clairo-van!! Arrivati al locale noi comuni mortali ci dedichiamo al soundcheck ed altre questioni tecniche (Gab è riuscito, insieme al tecnico del suono del Thunder Road, a costruire un acceleratore di particelle a condensazione gravitazionale per convertire la 220V italiana nella 110V americana), mentre gli ospiti vanno in albergo. Ci ritroviamo tutti per cena al Thunder dove nel frattempo è arrivata Doreen De Feis, sorella di David che vive in Germania dove pare sia molto conosciuta come cantante d’opera. Si aprono le porte del locale e subito DeFeis e Pursino sono raggiunti da centinaia di fans in cerca di una foto o di un autografo; i due non si negano fino a pochi minuti dall’inizio dello show dei Clairvoyants, che incendiano il palco del Thunder con una scaletta ridotta ma ricca di hits della Vergine di Ferro, con De Feis che su Hallowed Be Thy Name applaude apertamente la band! Giù il sipario e si riparte nuovamente con il clou della serata: il duo acustico Pursino – DeFeis che si esibisce per oltre 90 minuti ripercorrendo per buona parte la carriera dei Virgin Steele con l’aggiunta di alcune cover (spicca tra queste ultime una Purple Rain da urlo). Una scaletta densa di emozioni che tutta la platea ha mostrato di apprezzare tributando diversi applausi a scena aperta e cori di accompagnamento. Alla fine tutti giù dal palco, tempo per allietare il tutto con un vino bianco del pavese e con un bel sorriso ebete dipinto in faccia tutti in albergo. Anzi…non proprio tutti: Fulvio e Gab più tutti gli ospiti. Per gli altri Clairvoyants, invece, le prospettive non sono state proprio quelle del letto comodo e a portata di mano…ma 300 km in notturna, direzione Prato…verso un albergo fantasma…
Sul podio: i parenti e amici di DeFeis, una comitiva simpatica e vivacissima!
Tutti in Toscana come da tradizione
Gab e Fulvio pensavano di dormire fino all’ora di pranzo…invece alle 9 del mattino iniziano a suonare i cellulari: la voce fresca e arzilla del driver Paolo informa che l’albergo che ci era stato indicato non ha le stanze prenotate. La situazione è drammatica: abbiamo 1 neurone a testa che funziona e a 300 km di distanza una band senza un letto in cui riversarsi! Panico!! Dopo aver fatto sgretolare svariate statue di santi e madonne, e dopo aver svegliato tutti i clienti dell’albergo, convinti di trovarsi di fronte all’Apocalisse di Giovanni, riusciamo a trovare la soluzione (anzi, il promoter ce la trova!). Ormai arrivati a mezzodì ci troviamo tutti nella hall dell’albergo pronti a partire alla volta di Prato, non prima di avere ammirato DeFeis all’opera con il pianoforte del salone centrale e di aver consumato un rincuorante e veloce pranzetto. Appena saliti in macchina, dopo neanche due km di strada e memore dei 45 minuti del pomeriggio prima passati in macchina a vagare per le strade di Codevilla, Pursino ci prende amabilmente in giro con un “Are we already lost?” (traducibile con “Vi giuro che se mi fate stare in questa macchina per più di 10 minuti senza sapere esattamente dove stiamo andando mi fermo, sradico il primo albero che trovo e vi sfondo la testa a mazzate!”) che tra le risate di tutti diventerà il tormentone di ogni singolo spostamento in macchina!
Il viaggio verso Prato fila via liscio senza intoppi e dopo aver lasciato gli ospiti in albergo a Monecatini Terme (dove la fauna femminile è stata abbondantemente elogiata da Pursino e De Feis) raggiungiamo il resto della comitiva al Siddharta per i soliti preparativi. Finito il doppio soundcheck, si materializzano svariati piatti di pasta alla matriciana cucinata da Antonio di Energy Zone, per l’occasione cuoco oltre che promoter. Anche il Siddharta, una volta aperte le porte, si popola velocemente di una moltitudine di metallari. Quando il tendone sul palco si apre e rivela Pursino e DeFeis pronti a dar vita al loro set acustico, un vero e proprio boato si leva dalla sala del Siddharta! A ruoli invertiti rispetto alla serata al Thunder, il duo acustico precede l’esibizione dei Chiaroveggenti e delizia la platea con novanta minuti che mandano letteralmente in visibilio il pubblico toscano! Neanche un incidente tecnico sul finire del set rovina la magica atmosfera che si mantiene tale anche durante lo show tributo ai Maiden. Si vede che tra i Clairvoyants e i loro fans toscani c’è un ottimo feeling e la band comasca, in un set più corto e completamente basato sui super classici, mette a dura prova le ugole dei presenti. Non poteva mancare il finale commuovente, con Pursino e De Feis che raggiungono la band sul palco salutando ogni singolo membro con il saluto tipico che usano all’interno dei Virgin Steele: una specie di stretta di mano all’altezza dell’avambraccio pronunciando le semplici parole “By The Gods” (che ovviamente i Clairvoyants hanno immediatamente traslitterato in “Un Par de Cazz”). Questo siparietto precede poi una mega jam dove tutti e sette suonano la rockettosa Wings Of The Night in versione ultra live, con diversi soli e finale allungato all’inverosimile (alcuni testimoni giurano di aver visto Alessio, alcuni giorni dopo, nelle sue ormai usuali sembianze di tartaruga ninja, vagare per la rete fognaria di Firenze suonando il ritornello)! Sul palco si spengono definitivamente le luci in una masnada di applausi che virtualmente continuano a scrosciare anche durante le due ore che De Feis e Pursino passano dietro il nostro stand a firmare autografi e fare foto e i Clairvoyants a investire i free drinks in birre, spumanti e quant’altro! All’alba di un’orario indecente tutti si raggiunge l’hotel: alcuni, in anticipo sugli altri, finiscono un rimasuglio di torta materializzatosi in macchina e che il giorno dopo, sulla prima pagina del Vernacoliere, abbiamo scoperto essere stato utilizzato al posto dell’asfalto per tappare i buchi in strada (Fulvio l’ha digerita solo dopo aver ingoiato mezzo gallone di cherosene ed essersi dato fuoco internamente). All’alba delle 5 del mattino, sveniamo tutti nelle rispettive camere e ci risvegliamo come cozze, ostriche e mitili vari per ripartire alla volta di Como.
Back home!
La domenica è il giorno del rientro a casa. Durante il viaggio De Feis sembra non accusare la stanchezza, parla della sua bella casa a Long Island, di alcune eroiche sbevazzate in compagnia di amici, dei suoi amabili 6 gatti dei quali orgogliosamente mostra le foto e delle gavetta che si è fatto per arrivare là dove è adesso. Una volta a Como riusciamo ad uscire a cena, con Pursino e la sua compagna tirati a lucido e felicissimi di questi giorni passati in Italia, De Feis sulla stessa lunghezza d’onda e particolarmente gasato all’idea di ripetere questa idea dello show acustico qui in Italia nei prossimi mesi (tranquilli, vi terremo bene informati!). E Fulvio coi Clairvoyants? Come al solito e forse più del solito, stanchi come non mai ma ancora una volta con sei bellissimi sorrisi tipo emiparesi stampati sulle nostre facce per la stupenda esperienza vissuta on the road con questi due grandi personaggi e musicisti.
Ps di Fulvio: dimenticavo, oltre al commovente saluto in aeroporto, la mia sveglia lunedì alle 5.30 del mattino per portarli a prendere l’aereo…BY THE GODS (UN PAR DE CAZZ)!!
Un ringraziamento a Eddies per il sostegno e la loro coloratissima presenza al primo party al Thunder.
Leggi il report di Truemetal circa la serata del Thunder!
Leggi il report di Eutk circa la serata del Thunder!
Leggi il report di Heavy Worlds circa la serata del Thunder!