Dopo una lunga, meritata e hard rockeggiante pausa estiva, si torna on the road e lo si fa alla grande, volando (in modo figurato si intende, il Clairo furgone come ricorderete funziona a propulsione uman-gassosa) fino a Spoleto, per l’esattezza nel piccolo e grazioso borghetto di Eggi dove il festival RockEggiando è ormai giunto alla sua quarta edizione. Il ritrovo era fissato per le ore 5 a casa Turcatti, con partenza mezzora più tardi. Per il Clairo manager la giornata non inizia bene. ET gli è entrato di soppiatto dal lucernaio della mansarda e gli ha spento la sveglia (regolarmente puntata per le ore 4). Ed è così che il buon Fulvio si sveglia solo alle 5.45 e solamente grazie all’insistenza di qualcuno che ha fatto suonare il cellulare per circa 4 minuti filati suscitando per giunta la reazione del manager che dicono si sia svegliato pure incazzato del fatto che qualcuno osava svegliarlo prima del previsto. Con otto chili di scuse ridicole al seguito la partenza è così slittata di 45 minuti.
Nel frattempo la band riprende le proprie posizioni sul furgone, rivoluzionando il normale assetto: Alessio prende il posto all’estrema destra del sedile posteriore scalzando così Gabriele che si appiattisce sull’estrema sinistra. Mentre il povero Alessio dopo pochi minuti si eclissa quasi scomparendo (alcuni giurano di aver notato un inizio di dissolvenza del suo corpo, pare sia un metodo che il nostro nuovo axeman adotta per scomparire suscitando l’ilarità collettiva), Luca e Gabriele decidono di dare un senso nuovo alla scienza. Ecco in pochi passaggi alcune delle loro massime astro-geofisiche-natural-mutanti: Luca: Gab, ma com’è la storia della luna e dei capelli? - Gab: quando la luna è piena i capelli crescono, quando è oscurata ti cadono - Luca: (con un sussulto di approvazione) E’ vero, a me cadono le unghie dei piedi quando la luna è coperta. Immediate le reazione che sono andate da fragorose sbandate a conati di vomito assortito al cioccolato.
Dopo la faticosa enunciazione di questa massima, Gab decide di addormentarsi infilando la testa in un’ansa della portiera (vedere foto) e il resto continua a scendere verso il centro del nostro paese, attraversando tempeste di pioggia e grandine. La sosta è fissata per il primo autogrill dopo Bologna e, tra colazioni sane e altre più tossiche, si riprende il viaggio arrivando ad Eggi con 45 minuti esatti di ritardo rispetto a quando il nostro navigatore satellitare Turchetechnics aveva previsto. Nonostante il paesello abbia due strade di numero riusciamo a sbagliare percorso ma in compenso facciamo irruzione in una proprietà privata per girare l’ingombrante furgone aiutati anche dalla simpatia e disponibilità della padrona di casa (il marito, incrociandoci sul cancello di casa forse non l’ha pensata alla stessa maniera).
Dopo un breve sound check sotto l’acqua e dopo un ristoratore panino al crudo di Norcia (e qua apriamo una parentesi, ormai non si contano più gli insulti ed improperi che il povero clairo manager si becca ogni qual volta che cerca di istruire i clairo boys sulle tradizioni culinarie del bel Paese: i Clairvoyants sono ormai destinati ad un’alimentazione malsana e sintetica che li porterà all’implosione) tutti diretti ai due appartamentini arredati in classico stile agreste che le stanche membra dei Clairvoyants sfruttano per qualche ora di sonno ristoratore.
Di ritorno al Festival facciamo in tempo a goderci le ottime performance delle band che ci hanno preceduti, cercando di ammazzare la lunga attesa che ci separa dal concerto nei seguenti modi: facendo il giro del campo 319 volte camminando in avanti, 214 camminando all’indietro, 185 rotolando. Bevendo ottime birrette da € 1,50 l’una. Sparando cazzate. Altri, come il buon Alessio, divertendosi da matti a guidare il furgone spento, esattamente come si faceva quando ancora portavamo i pannoloni!! Infine, raccogliendo le unghie dei piedi di Luca cadute a causa della luna calante.
Finalmente si sale sul palco e, nonostante qualche taglio dovuto ai ritardi accumulati per il cattivo tempo, i metallari di Eggi e dintorni si rivelano all’altezza e fin dall’attacco di Aces High accompagnano la band cantando ogni singola canzone e pogando anche a più riprese.
Il fine serata è allietato dai classici bicchieri della staffa in compagnia dei toscani Kiju ai quali va la palma di frase del secolo proferita dopo che i Clairvoyants con i loro sputi hanno quasi sommerso l’incolpevole borghetto di Eggi: “Però, noi si bestemmia, ma voi quanto cazzo sputate??” Le espressioni da piccola bottega degli orrori che solitamente capeggiano sui nostri volti diventano addirittura circensi grazie all’ausilio di improbabili cappellini che qualcuno ha anche indossato fieramente. Un saluto al piccolo grande uomo che, dopo aver girato per tutta la sera con i più disparati tipi di ombrello per proteggersi dalla pioggia, si è auto annegato tirandosi addosso 40 chili di acqua che si erano accumulati sulla saracinesca che maldestramente ha cercato di chiudere. Tutto ciò scatenando ancora l’ilarità collettiva e l’ennesimo giro di grappa e ceres!
Come al solito, attraversando quasi mezza Italia (1.118km, e 195 metri!) dal centro verso Nord, la Clairo carovana se ne torna a casa in attesa di una prossima ed esplosiva trasferta!!