REPORT - 29/30.08.2008 - IRON MAIDEN TRIBUTE CONVENTION in ITALIA

29 AGOSTO
Per molti la mattinata di venerdì 29 agosto 2008 è trascorsa oziando a letto, godendosi le ferie. Per altri è stata l’ultima mattinata di lavoro di una impegnativa settimana di rientro. Per i nostri eroi chiaroveggenti, la sveglia è suonata poco dopo l’alba, accompagnata da un coro polifonico di imprecazioni varie e flatulenze in controcanto: i tedeschi 6-6-7 e gli inglesi Iron On Maiden devono essere prontamente recuperati nei più remoti e irraggiungibili aeroporti della Lombardia, per essere condotti mano nella mano sino alla ridente località di Trescore Balneario, dove si svolgerà la prima serata della seconda World Iron Maiden Tribute Convention (la prima si era tenuta in Olanda nel mese di gennaio).

Dopo aver scaglionato le partenze con il Clairo-furgone, la macchina di Fulvio, la macchina di Marco e persino un furgone a noleggio, i nostri recuperano anche Mr. Dennis Stratton accompagnato da moglie e figlia, il quale parteciperà ad entrambi i concerti in programma per venerdì e sabato. Gab e Marco, di ritorno dalle ferie e accompagnati dal fido Alex, sono gli ultimi ad unirsi al nutrito gruppo di metallari che infesta la piazza della Festa della Birra di Trescore Balneario. I tedeschi, che stanno presentando gravi sintomi di disidratazione a causa del caldo a cui non sono avvezzi, sfoderano un inglese che si fa via via più sciolto con il fluire della birra, già abbondante sin dalle prime ore del pomeriggio. L’incontro tra le tre band dopo la trasferta in Olanda è rallegrato da pacche sulle spalle, sorrisi scintillanti e divertentissime battute pronunciate in lingue diverse, che ovviamente vengono comprese solo da chi le fa, e tutti gli altri ridono per cortesia.

Il pomeriggio trascorre rapido tra il montaggio del backline e le varie prove tecniche dell’impianto audio; abbiamo quindi occasione di scambiare divertenti aneddoti con i membri delle altre due band. Conosciamo Karsten, il bassista dei 667 che non era potuto venire in Olanda a causa di un ricovero ospedaliero; scopriamo che stavolta è Pete (chitarrista degli Iron On Maiden) che è dovuto restare in Inghilterra per un’operazione al cuore (fortunatamente risoltasi senza alcun problema), sostituito da Adrian Swift degli Hi-on Maiden. Manca anche Dave, il batterista, che a sua volta viene sostituito dal giovane ma capacissimo Jonno Lodge dei Biomechanical.

Dopo aver conosciuto tutti questi nuovi musicisti ed aver ingurgitato copiose quantità di birra pomeridiana, ci mettiamo al lavoro con il soundcheck. I tecnici, capaci e rapidi come sempre, riescono a non destare le ire di Manuel, che solitamente si lamenta dei soundcheck troppo lunghi. Tutti ricordano quando, per sfogarsi, ha scavato una trincea di 50 m in un prato e l’ha ricoperta in 30 minuti netti. Durante il soundcheck veniamo raggiunti anche da Dennis Stratton, che parteciperà ad entrambe le serate della convention. Birra in una mano e chitarra nell’altra, saluta tutti con un sorriso a 34 denti e la faccia rossa come un peperone. Per noi è sempre un piacere condividere il palco con Dennis, grande chitarrista e simpaticissimo istrione. Sin da subito, non perde occasione per prendere in giro Paolo a sua insaputa; le poche volte che Paolo si accorge degli scherzi, risponde prontamente con una sorridente bestemmia.

Al calare del sole, oltre alle grida di giubilo dei 667 che finalmente possono uscire allo scoperto senza timore di sciogliersi, iniziano ad affluire le persone nella grande area della Festa della Birra. Ci rendiamo subito conto che la serata promette bene: l’ambiente è da Oktoberfest nostrana, con spine della birra grandi come autobotti e abbondanti porzioni di carne grigliata servite fino all’esplosione degli stomaci dei presenti. La cena, servita all’aperto, è degna delle indimenticabili troglo-night degli albori dei Clairvoyants. Si mantiene un certo decoro data la presenza di numerose fidanzate e mogli dei presenti, nonché di moglie e figlia di Dennis, quindi nessuno sfodera orgoglioso le proprie nudità; il clima è comunque disteso e molto divertito.

Dopo aver adeguatamente digerito la cena con un bel caffè corretto idraulico liquido, servito per l’occasione da un Valerio Bonalumi che sfoggia perennemente un sorriso da Mentadent P, i 667 corrono in camerino a prepararsi: è quasi il momento di aprire le danze.

La folla che si presenta sotto il palco sulle prime note di Aces High lascia tutti i musicisti senza fiato: più di 7.000 persone assiepate davanti alle transenne, una marea umana vista solo ai più grossi eventi metal nostrani (vedere le foto per credere!). Il combo tedesco aizza la folla con grinta ed entusiasmo da vendere, snocciolando classici come Aces High, 2 Minutes to Midnight e Heaven Can Wait, e proponendo veri e propri capolavori come Where Eagles Dare e Rime of the Ancient Mariner, accolte da un vero e proprio boato del pubblico. Neanche il tempo di respirare, ed è subito il turno degli Iron On Maiden: le prime note di una Moonchild da brivido costituiscono solo l’inizio della demolizione sonora messa in atto dagli inglesi. Un Matt in splendida forma rievoca in maniera impressionante il più tipico Bruce degli anni 80, cantando alla perfezione pezzi impegnativi come The Trooper, Powerslave (!!!) e una fantastica Total Eclipse (!!!!!!!) Giunge infine il nostro momento, e lo show è difficile da portare a termine senza riportare gravi danni all’udito causa la rumorosità della folla. I ritornelli di The Wicker Man e Wasted Years risuonano roboanti tra le case di Trescore, e un Dennis Stratton con l’energia di un ragazzino sfodera una performance da brivido su Phantom of the Opera e Remember Tomorrow.

Giunta la fine dello show, trascorriamo molto tempo a chiacchierare, bere birra e scambiare amenità con i numerosi amici che sono venuti a vederci. Le ore trascorrono (o sarebbe meglio dire Trescorrono) rapide, e quando giunge il momento di smontare il palco, scopriamo che il nostro fido roadie Alex è ormai al delirio mistico, e sta rincorrendo un gregge di pecore (le famose Trespecore Balnearie) nel tentativo di convertirle a Scientology. Ci facciamo quindi forza, e impieghiamo solo 2 ore per gettare tutta la strumentazione giù dal palco e caricarla nei vari mezzi di trasporto. A fine lavoro, Fulvio lamenta un fastidioso dolore al collo: dopo qualche tempo scopriamo che si tratta di Luca, che è riuscito a miniaturizzarsi e a nascondersi sotto la pelle del collo di Fulvio per stare al caldo e evitare di smontare.

Tutti a nanna all’albergo delle terme di Trescore, tra anziani e suore a portare l’inossidabile verbo del metallo!

30 AGOSTO
Dopo un concerto, si sa, la sveglia suona sempre troppo presto. Pranziamo insieme a Dennis e ad alcuni degli Iron On Maiden, gustando prelibatezze tipiche della cucina bergamasca (meuzze a fetere, tocchetti di zuzzu all’infradito e minati ‘o sugo), mentre i 667 si commuovono di fronte ad un tiramisù fatto in casa offerto loro da un giovane e zelante pizzaiolo del luogo. Il viaggio verso Crema è rapido e indolore, punteggiato dalle soavi invocazioni di Alex quando non riesce a mettere la terza del furgone; dopo aver schivato alcune saette scagliate dall’alto dei cieli, raggiungiamo la Birroteca Rock di Crema. Si tratta di una grande corte agreste, dove è stato allestito un grande spazio per tavoli e panche dove abbuffarsi di ogni ben di dio da sagra paesana, più due palchi, una pista da ballo e alcune attrazioni come tiro a segno e il guinzabombolo.

Dopo un rapido soundcheck, ci mettiamo in coda per la cena: tra grigliate miste, pizze, patatine, pasta e panini vari alla fine ricopriamo circa 4 tavoli, e ognuno si ritrova sazio e soddisfatto, senza aver mangiato nulla di ciò che aveva ordinato. Ma si sa, i metallari non sono certo famosi per essere degli schizzinosi: l’importante è annaffiare il tutto con abbondanti dosi di birra.

Da sottolineare la sfida tra noi Clairvoyants e i 667 al più classico “martello dello scemo”, quel gioco dove ti danno in mano un martello pesantissimo e devi pestare su una pedana per far salire un peso il più in alto possibile. Le prestazioni vanno dall’imbarazzante al ridicolo: chi non riesce a centrare la pedana, chi si procura fratture multiple agli arti picchiandosi da solo, chi riesce a far sollevare il peso solo gettandosi di testa sulla pedana… Alla fine il gestore, impietosito, ci regala una bottiglia di spumante “Pisciazza” da 25 centesimi di euro, cercando di allontanarci dalla sua attrazione.

I tre show si ripetono con la stessa energia della sera precedente, e anche se il pubblico non è altrettanto numeroso, di certo è altrettanto rumoroso e partecipe! L’accoglienza per Rime of the Ancient Mariner dei 667 scuote le fondamenta degli edifici circostanti, i cori su The Trooper degli Iron On Maiden fanno diventare albine tutte le mucche nel raggio di 10 km, e a sentire il boato che accompagna Phantom of the Opera dei Clairvoyants + Dennis Stratton, si direbbe che molti nel pubblico abbiano ingoiato una Harley Davidson. Il concerto si chiude con una Running Free da incorniciare, dove TUTTI i membri delle varie band salgono sul palco contemporaneamente a far cantare il pubblico!

Dopo il concerto, ci prendiamo tutti il tempo tecnico per recuperare le forze, asciugarci dal sudore e dal sangue e salutare gli amici, quindi procediamo ad un rapido smontaggio del palco: i 667 hanno un aereo ad Orio al Serio alle 8 di mattina, quindi Marco e Luca si assumono la responsabilità di accompagnarli in aeroporto senza dormire. Abbiamo udito voci di testimoni che li hanno visti vagare in circolo per le vie di Crema per circa 2 ore, ripetendo sempre le stesse svolte contromano in tutti i sensi unici della città. Gli Iron On Maiden e noi Clairvoyants rimasti andiamo a dormire in un bed & breakfast lì vicino, ma il riposo è breve: dopo sole 2 ore la sveglia suona impietosa, e ci dirigiamo tutti verso l’aeroporto di Orio muniti di flebo di caffè, Red Bull e Burn shakerati.

31 AGOSTO
La giornata di domenica è breve per tutti: salutiamo gli inglesi all’aerporto di Orio al Serio, e torniamo a casa tenendoci svegli a vicenda con pugnali, pistole e lamette da barba. Infine, ognuno mette finalmente piede a casa propria, stanco ma soddisfat… zzzzzzzzzzzzzzzz