LA PARTENZA
Finalmente è giunta la tanto attesa "World's Biggest Iron Maiden Tribute Convention"! Le catastrofiche ipotesi sulle condizioni psicofisiche della band dopo aver messo piede sul suolo olandese si arricchivano ormai da mesi di colorite immagini, molte delle quali si sono viste realizzate.
Il racconto si apre con i riti propiziatori di Fulvio, terrorizzato dal volo aereo: alcuni vicini di casa giurano di averlo visto condurre un vitello grasso dentro casa, vestito con una tunica sacerdotale, e di aver poi notato del fumo maleodorante che si levava dal comignolo di casa Trinca. Evidentemente gli scongiuri e i sacrifici hanno sortito il loro effetto, perchè sia il volo di andata che quello di ritorno si sono svolti senza alcun intoppo.
La mattina di venerdì 25 gennaio, alla Clairo-tana si presentano ben 8 loschi figuri: i 5 musicisti della band, Fulvio, suo cognato Daniele e l'inossidabile Alex, bassista dei TimeDust nonché Gran Mascalzon di Gran Croc. Luca, ormai un veterano dei voli internazionali, comunica che è proibito portare a bordo dell'aereo contenitori di liquidi di volume superiore a 100 ml: si scatena il panico. Gli unici bagagli che verranno trasportati in stiva sono le due chitarre e il basso, le cui custodie vengono quindi imbottite di shampoo, bagnoschiuma, schiuma da barba, deodoranti, dentifrici e lozioni anti-caduta dei capelli. Per quanto riguarda invece il barilotto da 5 litri di Beck's, non potendo trasportarlo in aereo scegliamo di svuotarlo nei nostri stomaci prima di arrivare all'aeroporto. Lungo la strada per Orio al Serio ci fermiamo a caricare il nono ospite del Clairo-furgone (che per l'occasione sfoggia la terza fila di sedili): Valerio Bonalumi, da ormai lungo tempo amico della band, che ha deciso di condividere con noi questi tragicomici tre giorni di follia.
All'aeroporto si presentano solo due intoppi: il sequestro a Matranga-Manuel di un preziosissimo deodorante e di un costoso gel, che aveva impavidamente deciso di tenere comunque in borsa nonostante eccedessero i 100 ml; e il doppio check-in di Fulvio, che dopo aver passato la perquisizione ai metal detector ha misteriosamente deciso di uscire e di rientrare nuovamente per farsi perquisire una seconda volta. Il suo stato confusionale è ormai chiaro a tutti, e impietositi gli offriamo 2 o 3 birre per stemperare il terrore. Il volo, su un affollatissimo Boeing 737 Ryan Air, trascorre tranquillo e allegro, e anche Fulvio sembra riprendersi lievemente: il suo colorito passa da un inquietante verde oliva a un più sano giallastro cerume. Unico momento di tensione: una terrificante turbolenza in fase di atterraggio che ha costretto l'abile pilota ad un giro della morte seguito da un 180° rallystico con tanto di freno a mano in pista.
VENERDI - LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA
Giunti infine sul ventoso suolo olandese in quel di Eindhoven, veniamo accolti da Joey, bassista degli Up The Irons nonché organizzatore della convention, che ci presenta quella che si rivelerà una delle più gradite sorprese del week-end: le nostre due autiste personali! Le due ragazze hanno nomi tragicamente simili: Sam e Sanne. Ovviamente, dato il feroce accento olandese, nessuno capisce la differenza tra i due nomi, che vengono entrambi ridotti a un incomprensibile "Sagngn". Joey ci spiega che le due coraggiose ragazze hanno il compito di trasportarci ovunque vogliamo, e di sopportare qualunque nostra richiesta con un sorriso. Inutile dire che senza il loro aiuto la nostra trasferta olandese sarebbe terminata con 9 italiani dispersi, i cui cadaveri sarebbero stati ritrovati nei mesi successivi immersi nei vari canali di Waalwijk.
Il pomeriggio trascorre rapido tra un panino da McDonald e una visita al centro del paese, che scopriamo essere sorprendentemente a misura d'uomo. Case molto basse e strade larghe, e un'incredibile concentrazione di negozi di scarpe! Sagngn e Sagngn si infilano in ognuno di questi negozi, accompagnate da un brillantissimo Valerio che chiede a tutte le commesse i prezzi delle scarpe in italiano. Dopo esserci fatti riconoscere più e più volte come i tipici italiani rumorosi e casinisti, e dopo aver dato spettacolo per le strade saltando, ballando e piroettando in ogni dove, ci intrufoliamo in un paio di pub: alle 4 del pomeriggio già perdiamo il conto dei giri di birra reciprocamente offerti. Rapida ma sostanziosa cena in un gustoso ristorantino locale con specialità a base di carne e salse varie, e poi tutti al pub DeMads per il pre-party!
Nel piccolo ma accogliente locale troviamo i membri di tutte le altre band: i tedeschi 6-6-7 (The Neighbour of the Beast), gli inglesi Iron On Maiden, gli olandesi Up The Irons, e infine una band che tutti eravamo curiosi di ascoltare: i Maiden United, tributo acustico olandese alla Vergine di Ferro! Sono proprio questi ultimi a salire sul piccolo palco del DeMads e a dare il benvenuto a tutti i membri delle varie band, davanti a un pubblico di una cinquantina di selezionati e affezionati fans che sono arrivati un po' da tutta l'Olanda (qualcuno anche dal Belgio). I Maiden United - due chitarre, basso acustico e voce - si cimentano in pezzi che è facile immaginare in versione acustica quali Children of the Damned e Wasting Love, ma poi stupiscono tutti con canzoni che mai avremmo immaginato di sentire così arrangiate: The Evil That Men Do, Wasted Years e persino una stupefacente Alexander the Great!
La serata trascorre veloce tra una birra e un succo alla mela, e verso mezzanotte le nostre due accompagnatrici ci lasciano all'albergo (non senza un certo sollievo). Il tempo di una sigaretta, poi tutti a letto; gli unici due prodi che rimangono alzati fino alle 2 sono Alex e Gab, impegnati in conversazioni deliranti con i 6-6-7 che hanno la sfortuna di condividere con noi l'albergo. Scopriamo così che Gunther, cinquantenne chitarrista dei 6-6-7, oltre ad essere simpaticissimo parla anche un discreto italiano, che ovviamente utilizza solo per scatenare su di noi feroci battute. Alla fine anche Alex e Gab cedono alla stanchezza, e calano le tenebre fino al mattino successivo.
SABATO
Sveglia estremamente agevole attorno alle 9:30, doccia rivitalizzante, orrendo caffé annacquato e via, verso il centro giovanile dove si svolgerà la convention! Il centro si chiama Tavenu, ed è una struttura perfettamente a misura di "giovane": rampe per skateboard all'esterno, un bar accogliente con carte, scacchi, dama e 4 postazioni di accesso a Internet gratuite, e una sala concerti ampia, ben tenuta e dotata di impianti audio e luci di prima categoria. Saziamo la nostra fame mattutina con toast, burro di arachidi, nutella olandese, affettati e formaggi vari gentilmente offerti dalla casa, e verso mezzogiorno si inizia con il soundcheck interamente a carico dei 6-6-7. Il bassista degli amici tedeschi è purtroppo dovuto rimanere in Germania per dei problemi di salute, quindi Paolo e i bassisti delle altre band (Joey e Kevin) si sono offerti di suonare a turno i vari pezzi della loro setlist. Tutto fila via liscio come l'olio: i tecnici del Tavenu si rivelano rapidi e molto professionali, e nel giro di un'oretta le prove sono terminate. Il locale apre alle 15:00, quindi ognuno trascorre le due ore rimanenti nel più totale relax: chi giocando a poker in versione Texas Hold'em con Sam e Sanne, chi navigando su internet, chi giocando a scacchi, chi rincorrendo le anatre nei canali, chi invece facendosi legare alle pale di un mulino a vento e roteando fino alla nausea.
Alle 15 si aprono le porte, e i primi "metalheads" iniziano ad occupare la sala da concerti del Tavenu. Alle 16:15 salgono sul palco i 6-6-7, chiarendo subito le cose con una doppietta al fulmicotone: Aces High e 2 Minutes to Midnight, con uno scatenato Paolo al basso. Tutti i presenti iniziano a cantare, pogare e sbattere i capelli all'impazzata, e per tutti i presenti è chiaro che la prima "World's Biggest Iron Maiden Convention" sarà un evento difficilmente dimenticabile. Le setlist delle band sono state studiate con cura, in modo che non vi siano ripetizioni di canzoni: ogni band ha a disposizione 1 ora di show, e per chiunque ami la musica dei Maiden è facile comprendere come in 5 ore di show si possano toccare praticamente tutti gli episodi della storia della Vergine.
Dopo i 6-6-7 è la volta dei lariani Clairvoyants, capitanati da un Matranga-Man Manuel in forma strepitosa, che mostra orgoglioso il suo petto glabro e lucido di sudore. Dopo una Wildest Dreams in versione schiacciasassi e una energica Man on the Edge, boati e urla di giubilo accolgono pezzi stupendi quali Afraid To Shoot Strangers, No Prayer For The Dying e Heaven Can Wait, quest'ultima accompagnata sul coro centrale da alcuni dei 6-6-7 risaliti sul palco. Daniel, voce dei 6-6-7, canta The Number of the Beast insieme a Gabriele, e il Clairo-show si chiude con una Hallowed Be Thy Name accompagnata da scroscianti applausi.
Dopo di noi è la volta dei Maiden United, che ripropongono il set acustico della sera precedente con poche variazioni: anche qui la perla è sicuramente costituita da Alexander the Great, cantata da tutti in un'atmosfera tranquilla e piuttosto surreale, se si pensa ad un tipico concerto Maiden. Altro gioiello riproposto in versione acustica è Montsegur, che suona molto simile ad una ballata celtica e riporta tutti i presenti indietro di alcuni secoli.
Tutti perdono di vista l'ora, nell'attesa degli inglesi Iron On Maiden, che secondo noi costituiscono la sorpresa della giornata. Molto fedeli a livello musicale, sono dotati di un cantante che potrebbe essere il fratello segreto di Bruce Dickinson: vocalmente molto simile, leggermente più aggressivo e irruente, fisicamente somigliante, e del tutto identico per quanto riguarda la gestualità e le espressioni facciali. Il carismatico frontman presenta pezzi davvero coraggiosi come Total Eclipse e Back in the Village, passando per pezzi più conosciuti quali Stranger in a Strange Land e Bring Your Daughter to the Slaughter, e azzardando persino una Paschendale da brividi. Soddisfatti i presenti con The Trooper sparata a velocità supersonica, gli Iron On Maiden si godono i meritati applausi e lasciano il campo ai tecnici di palco del Tavenu, che si affrettano a calare un pesante sipario scarlatto.
Quasi mezz'ora di cambio palco serve a svelare la scenografia sinora celata dietro tendoni neri: grandi teli illustrati tesi su impalcature di alluminio, che mostrano immagini tipicamente Maideniane: il muro di Acacia Avenue, e un carro armato con il cannone puntato sul pubblico. Gli Up The Irons, organizzatori della convention, esordiscono con un'intro che il nostro cinefilo Gab riconosce sin dalle prime note: la colonna sonora dello storico film "Dove Osano le Aquile". Ed è proprio con Where Eagles Dare che gli olandesi saltano sul palco, rivelando una grinta e una precisione esecutiva di tutto rispetto. Quasi non credevamo alle nostre orecchie quando il cantante ha presentato, a metà scaletta, la monumentale Rime of the Ancient Mariner, eseguita alla perfezione.
Poco prima della una termina lo spettacolo live, e il locale si svuota con una certa rapidità: la maggior parte delle persone erano rinchiuse nella sala concerti dalle tre del pomeriggio, ed è comprensibile la grande stanchezza di tutti. Rimane lo zoccolo duro di una cinquantina di alcolisti tutt'altro che anonimi, decisi a svuotare le cospicue riserve di birra del Tavenu. Grandi abbracci e dimostrazioni d'affetto tra i membri di tutte le band, e verso le 3 Sam e Sanne ci informano che vorrebbero tornarsene a casa a dormire. Tutti si fanno accompagnare in albergo ad eccezione di Luca e Alex che, raggiunto un livello alcolico denominato "molestia", sostengono di poter tranquillamente tornare in albergo a piedi. I posti sulle macchine sono limitati, quindi un ancora lucido Gab decide pietosamente di rimanere con Luca e Alex per condurli all'albergo. La strada è tutta dritta, e Sam ci rassicura dicendo "It is just 10-15 minutes on foot..." ("Sono solo 10-15 minuti a piedi...").
I 10-15 minuti diventano almeno 30 di delirio assoluto: Alex balla la tarantella in mezzo alla strada, chiedendo l'autostop a tutti i passanti; Luca si lamenta perché il suo trolley è dotato di vita propria e non riesce a trainarlo senza farlo rovesciare ad ogni passo. Gab si offre quindi di portare il trolley di Luca, e cerca nello stesso tempo di tenere sotto controllo Alex per evitare che venga investito dai numerosi pullman che sfrecciano sulla strada. In un tragico climax di molestia, Alex si mette a rincorrere una macchina minacciando tutto il parentado dell'autista, e Gab parte in corsa per raggiungerlo e calmarlo; mai decisione fu più funesta. Il trolley di Luca si rivela effettivamente dotato di vita propria, e si attorciglia attorno alla gamba destra del cantante facendolo rovinare a terra e rotolare sull'asfalto per una cinquantina di metri.
Da qui in avanti la notte entra nella leggenda: si vocifera che Alex, sparito dopo l'inseguimento della macchina, abbia raggiunto l'albergo a nuoto mimetizzandosi in un banco di pesci-gatto dei canali, e che Luca abbia affrontato da solo il vento e le intemperie portando sulle spalle il corpo esanime di Gab, ormai ridotto in coma vegetativo e con tutti gli arti spezzati. Nel frattempo gli altri 7 avventurieri si sono trovati per le mani un Paolo posseduto da una forza demoniaca, e in molti giurano di averlo visto nella hall dell'albergo mentre cercava di centrare una lattina di birra vuota con un poderoso schizzo di vomito verdastro; in realtà i primi sintomi di questa possessione si erano manifestati già nelle ore precedenti, ma Paolo era riuscito a tenere sotto controllo la situazione simulando un malore da eccessiva assunzione di alcool e dirigendo furbescamente il proprio vomito nei bagni del Tavenu. Fulvio, mosso a compassione per chi aveva deciso di tornare a piedi, decide di andare incontro ai tre malcapitati: la mattina successiva ha raccontato di aver avuto un incontro ravvicinato con delle siepi assassine succhiasangue (tipiche di Waalwijk) che hanno cercato di divorarlo, e solo la sua proverbiale destrezza nel salto mortale con avvitamento gli ha permesso di sopravvivere quasi illeso.
DOMENICA
Nessuno ricorda l'ora della sveglia: riprendiamo lentamente i sensi verso le 11 di mattina, in macchina con Sam, Sanne e Joey, cercando di costringere i nostri cervelli traumatizzati a non dimenticare quelle poche parole di inglese che sappiamo. Manuel si rivela di gran lunga il più brillante del gruppo, intavolando un discorso a sfondo prettamente sessuale con la ragazza di Joey, la quale lo istiga senza pietà senza sapere che per Manuel l'inglese è ancora una terra inesplorata. Incredibilmente riesce a farsi comprendere e a risultare anche divertente, ma soprattutto a non offendere nessuno con i suoi immancabili doppi sensi lecchesi!
I saluti all'aeroporto di Eindhoven sono lunghi e commoventi: abbracci, pacche sulle spalle e rassicurazioni reciproche di nuovi concerti insieme. Sam e Sanne ci annunciano che presto visiteranno l'Italia, perché con noi si sono divertite molto: alcuni di noi sono però riusciti a notare che prima di pronunciare queste frasi di circostanza le due ragazze hanno ingoiato rispettivamente uno scorpione e una tarantola.
Il volo fino a Orio è all'insegna del sonno comatoso per tutti tranne che per i due anziani del gruppo: Fulvio e Valerio, che si scolano allegramente qualche birretta alla faccia dei "bambini" dormienti. Stavolta non incontriamo nessuna turbolenza, ma dobbiamo come sempre aiutare Matranga-Manuel a non soffocare con la sua stessa lingua. Riprendiamo il Clairo-furgone e, dopo aver lasciato il buon Valerio al Live Club di Trezzo d'Adda, torniamo a casa esausti ma decisamente soddisfatti. Questa esperienza ha segnato i cuori di tutti, e sarà certamente seguita da iniziative analoghe da parte nostra e da parte di tutte le band che hanno partecipato. Detto questo, aspettatevi di tutto!
RIEPILOGO FINALE SULLE CONDIZIONI DEI PARTECIPANTI
- Gab ha riportato la disintegrazone della rotula sinistra (ricostruita prendendo un pezzo della sua calotta cranica), lo scorticamento completo del gomito destro (ricoperto con un pezzo di pelle del gluteo) e la vaporizzazione di un paio di guanti. Ha inoltre fatto voto alla Vergine di Chestokowa di non trainare mai più un trolley in vita sua.
- Luca ha definitivamente dimenticato la grammatica italiana, mescolandola indifferentemente con l'inglese, il tedesco svizzero e uno stretto dialetto inuit. Anche lui ha fatto lo stesso voto di Gab riguardante i trolley.
- Paolo ha dovuto sottoporsi a un esorcismo recandosi direttamente dal vescovo di Chestokowa, il quale lo ha asperso con una copiosa quantità di grappa santa liberandolo finalmente dalla presenza demoniaca annidata nelle sue interiora.
- Manuel si è convinto di aver imparato l'inglese alla perfezione, e ora si vanta come un galletto amburghese senza rendersi conto che in realtà sta parlando uno stretto dialetto inuit.
- Marco ha stabilito il nuovo record mondiale di invecchiamento: 8 anni in 3 giorni. Nonostante abbia più volte rischiato di perdere la vita soffocando nei suoi stessi capelli, si ostina a non volerli tagliare.
- Fulvio, con lunghe sessioni di training autogeno, è riuscito a superare la propria paura del volo: in Olanda gli hanno insegnato che basta convincersi di essere già morti. Per riportarlo a casa abbiamo dovuto caricarlo nella stiva, poiché il suo convincimento era tale che ha azzerato le funzioni vitali per tutto il volo. Finito tra i bagagli smarriti, ci è stato recapitato solo ai primi di febbraio con un volo turistico proveniente dal Borneo, ancora in coma vegetativo autoindotto. Ora si è risvegliato, ma a causa del trauma parla solo uno stretto dialetto inuit.
- Alex, ai primi di febbraio, è stato raggiunto a casa sua da un autista di pullman olandese che, a seguito dell'interferenza stradale di Alex che ballava la tarantella in mezzo alla strada, ha perso il controllo del pullman e ha provocato la morte di 17 pesci gatto, 4 anatre e una coppia di anguille nane, nonché la distruzione totale del mezzo. L'autista ha rapito Alex e non ha ancora chiesto un riscatto; fonti ufficiose lo vogliono imprigionato nei sotterranei di un mulino a vento, costretto a ballare la tarantella con gli zoccoli di legno e con in bocca un tulipano.
- Daniele (cognato di Fulvio) dopo aver accompagnato tutti i membri della spedizione a Chestokowa per l'esorcismo di Paolo, ne ha approfittato per fare voto alla Vergine di non ascoltare mai più musica metal (dopo aver visto le conseguenze sulle menti dei Clairo-guys), e si è esiliato in Siberia presso una popolazione di inuit per purificare il proprio spirito.
- Valerio Bonalumi, dall'alto della sua millenaria esperienza di tour manager, è l'unico ad essere tornato a casa incolume.