Con il prezioso e fondamentale aiuto dei due monumentali rappresentati di Eddies, Marco Gamba e Mazzo, venerdi 7 dicembre abbiamo recuperato i nostri ospiti all’aereoporto di Orio al Serio: dai gate internazionali vediamo spuntare Dennis Stratton e Michael DeJager in compagnia delle loro consorti. Per Dennis questa deve essere stata una bella emozione visto che mancava dall’Italia dai primi anni Ottanta ed anche per Michael, suo amico e chitarrista salito alle cronache ella ribalta per la sua attuale collaborazione con Al Atkins (prima voce dei Judas) il piacere era visibile. Ma con loro ecco presentarsi un altro soggetto, amico di pinta di Dennis Stratton, arrivato al loro seguito per far loro compagnia: George, un tipico elemento da pub inglese, un metro e novanta per centoventi kg, due braccia da hooligano e un tatuaggio del West Ham sul bicipite destro!
I preparative al LIVE Club, all’interno della loro nuovo e multifunzionale location, fervono: dalle 16 tutti al lavoro, chi sul palco, chi fuori dal palco impegnato a montare stand ed esposizioni. Alle 16.30 arrivano tutti i nostri ospiti e subito, passati in scioltezza saluti e convenevoli, si lavora sul palco per il soundcheck della serata che al culmine dello show vedrà ben quattro chitarristi sul palco! Dopo la cena e di fronte ad un LIVE gremito, inizia l’esibizione dei Trick or Treat che in pochi secondi conquistano la folla proponendo estratti dalla carriera degli Helloween e dal loro album solista, ottima performance che anche il pubblico gradisce. Al termine dello show cala il sipario e una seconda batteria viene fatta scorrere oltre il tendone per permettere a Toni Liotta, batterista di Tina Turner, Phil Collins e Chick Corea, di esibirirsi in un drumk solo di una quindicina di minuti con un set CVL appositamente preparato per lui. Ottimo spettacolo da parte di un musicista iper tecnico! Poi sulle note di Doctor Doctor ritorna una band sul palco e tocca ai Clairvoyants infiammare un’audience calorosissima che tributa ai cinque ragazzi di Como e alla musica dei Maiden un’accoglienza unica. Un’ora circa di show prima del grande momento che il pubblico invoca al grido di “Dennis Dennis Dennis!”. Stratton e DeJager fanno la loro comparsa sul palco, entrambi visibilmente emozionati, e con Princiotta e DeMartini dei Clairvoyants attaccanno con il riff di Iron Maiden: un urlo liberatorio, un boato e vai con pezzi di storia che si rincorrono in un turbinio di emozioni e ricordi, seguono Remember Tomorrow, una devastante Phanton of the Opera e Running Free. C’è ancora spazio per il poco conosciuto ma sorprendentemente rock Bad Case Of Loving You di Robert Palmer e un’immortale Smoke on the Water che in questa versione a quattro chitarre esalta la saltellante folla del LIVE Club fino alla standing ovation finale. A fine concerto la contentezza di Dennis è palpabile e sincere sono le sue parole quando dice che era dai tempi dei Maiden che non si confrontava con un pubblico così caloroso e rock!
Esausti ma felici, riusciamo con grandi sforzi ad evitare i tranelli malefici architettati dai Trick or Treat e dagli ormai straparlanti fonici del Live Club, e imbocchiamo l’autostrada all’alba delle 4:00 antimeridiane, direzione Prato. L’adrenalina causata dal magnifico concerto è ancora in circolo, e i primi chilometri sono allietati da sirene, urla, schiamazzi da zoo e acrobazie piroettanti. Come sempre, il primo a cedere alle braccia di Morfeo è il nostro Matranga-Manuel, che abbandona la testa all’indietro e spalanca le fauci in un poderoso russare; i successivi minuti vengono impiegati per fissare con una puntina la lingua di Manuel al palato, in modo che non si soffochi nel sonno. Con spaventosa repentinità, poi, tutti e cinque i passeggeri perdono i sensi (c’è chi dice per una flatulenza di Princiotta, chi per una freddura di DeMartini), lasciando Paolo da solo alla guida del furgone, condizione alla quale è ormai tragicamente abituato. Per mantenersi sveglio, stavolta, il buon Paolo ricorre sporadicamente alla compagnia di Luca (che si è fatto sostituire da una bambola gonfiabile con un nastro registrato in bocca, ma Paolo non se n’è accorto), più spesso alla musica dei Mr. Big sparati ad un volume tonante nelle ormai antiche casse del furgone.
Il risveglio, attorno alle 8:00, avviene al grido di “Raga, tutti svegli! La neve!”. Ed effettivamente, dopo aver rimosso con il bisturi la patina di sale e sporcizia depositatasi sulle palpebre, tutti i presenti ammirano con grande stupore un paesaggio completamente innevato. Manuel cerca di convincerci tutti che riesce a vedere perfettamente il panorama anche con gli occhi chiusi, ma lo sporadico russare lo tradisce, e viene impietosamente risvegliato dalle ormai consuete invocazioni di Gab che pretende una tazza di caffè. I colli del Barberino presentano una barriera quasi invalicabile per il vetusto clairo-furgone: tormenta di neve, vortici di vento e ghiaccio, brina che si forma sul parabrezza e raggiunge lo spessore di due dita prima di staccarsi grazie al tiepido alito di Paolo. DeMartini afferma di aver visto nella foschia Babbo Natale ubriaco che inseguiva una renna con chiari intenti penetratori.
L’eccitazione per aver infine superato la neve tiene tutti svegli (tranne ovviamente Manuel, su cui il furgone deve avere un letale effetto soporifero), e rende il viaggio fino a Montecatini Terme un vero tormento: non si contano gli schiaffi che Fulvio ha dovuto dispensare a destra e a manca per sedare le lingue blasfeme dei cinque musicisti, che si sono dilettati ad inventare nuovi ed esilaranti improperi. Il culmine della stanchezza si raggiunge tra Carraia e Davanzello, con Gab che intona un “Santo, Santo, Santo è il Signore”, immediatamente seguito e armonizzato da tutti i presenti. Giunti a Montecatini, dopo aver vagato senza meta per qualche ora tra i malefici sensi unici del paese, riusciamo a trovare l’ormai famoso “Hotel Terme Prestige”, dove la gioviale proprietaria ci accoglie con un luminoso sorriso gengivale consegnandoci le chiavi delle stanze. Inutile dire che il contatto con il letto provoca il coma farmacologico di tutti per le successive 6 ore.
Il tragico risveglio alle ore 16:00 avviene tramite iniezione cardiaca di adrenalina, e – non si sa come – riusciamo a portare i nostri cadaveri irrigiditi dal gelo fino al Siddartha di Prato. Qui veniamo cordialmente accolti dai simpaticissimi ragazzi di Energy Zone, che ci fanno riprendere i sensi con copiose dosi di birra, vino e grappe varie. La sistemazione del palco avviene con efficienza e rapidità, e quando un sorridente Dennis Stratton fa la sua comparsa nel locale non deve fare altro che collegare la chitarra e… via con il secondo ed emozionante soundcheck! Il pregevole lavoro del grandissimo Lando (Calrissian, fonico del Siddartha, contrabbandiere spaziale e Barone Amministratore della città galleggiante di Cloud City su Bespin) rende il check rapido e indolore, e per una volta persino Manuel non si lamenta del tempo trascorso a battere sui tamburi.
Poco prima di cena, il simpaticissimo Dennis ci mostra orgoglioso il testo di una canzone che ha appena composto: sulla musica di Hotel California degli Eagles, il testo descrive le condizioni dell’Hotel Terme Prestige. Non sveliamo il testo per questioni di copyright, diciamo solo che ha provocato l’ilarità di tutti i presenti per tutto il resto della serata. La cena – decisamente luculliana, i più sinceri complimenti a chi si è occupato di preparare tutte le prelibate pietanze – trascorre tra frizzi e lazzi, con Dennis e Mike che non smettono un secondo di prendere in giro Paolo e Fulvio. Il momento più imbarazzante giunge quando Fulvio viene costretto a mostrare a tutti la foto della sua patente: le espressioni sui volti delle mogli dei due ospiti inglesi lasciano intuire un profondo orrore, una punta di pena e una grande compassione, mascherate dietro delle risate di circostanza. Fulvio, dopo la scena, è stato visto mimetizzarsi in una cesta di pomodori.
Dennis ci racconta poi una serie di aneddoti riguardanti i primi tempi dei Maiden, che ascoltiamo con grande interesse, e ci svela una serie di retroscena sconosciuti ai più. La conversazione ci ha fatto realmente capire come Internet sia uno strumento molto potente, ma che il più delle volte le informazioni che vi si trovano scritte sono quanto di più sbagliato possa esistere. Dennis merita comunque il rispetto di tutti, poiché nonostante le grandi fregature che gli sono state rifilate da loschi figuri nel corso della sua carriera, ha sempre il sorriso sulle labbra e continua ad incarnare lo spirito del rock senza fare una piega!
Dopo un rapido caffè giunge il momento di salire sul palco: un Siddartha così pieno non si era mai visto! I presenti si dimostrano subito aggressivi e scatenati come belve, e sulle note di Aces High si scatena immediatamente un pogo indiavolato. I ragazzi della secutiry fanno egregiamente il loro dovere per evitare che quelli in prima fila si facciano male, ma tra tutti i presenti c’è comunque un grande rispetto reciproco, e la voglia di esprimere insieme l’esaltazione per l’immortale musica dei Maiden. Nessun incidente spiacevole, insomma, e nessuna testa calda che rovina lo show ad altri. La parte di scaletta eseguita dai Clairvoyants vola sulle note dei grandi classici del repertorio Maiden; da segnalare il grande successo di Afraid To Shoot Strangers, accolta da un boato della folla e cantata dall’inizio alla fine da tutti i presenti.
Ben presto arriva il momento di far salire sul palco anche il terzo chitarrista: Dennis si presenta sorridente ed emozionato, e fatica a credere agli inni che il pubblico gli tributa. Con voce quasi rotta, chiede se potrà tornare in Italia dopo Natale, e la risposta fa tremare le fondamenta del locale! Lo “scream for me” che precede “Iron Maiden” non è da meno, e il nostro fido Marco viene rapidamente affiancato da Dennis per dare il via alle danze. Suonare “Remember Tomorrow” insieme a chi ha partecipato alla registrazione del pezzo originale si rivela un’emozione grandissima, che speriamo di aver comunicato efficacemente a tutti i presenti. “Phantom of the Opera” costituisce probabilmente il momento clou del concerto, con una partecipazione incredibile da parte di tutti i presenti, staff compreso. Su “Running Free” Dennis sfodera il suo istrionismo facendo urlare a squarciagola la propria metà di pubblico, e agguanta il microfono per presentare il suo grande amico e manager Mike DeJager, che sostuisce Marco alla chitarra per le due cover finali: “Bad Case of Loving You” di Robert Palmer e una titanica “Smoke on the Water” condita da magnifici assoli da parte di tutti i chitarristi presenti.
Dopo il concerto Dennis non si tira indietro e, nonostante non sia più un ragazzino, si concede con simpatia e carisma a tutti i fan che sono rimasti per incontrarlo. Anche per lui il concerto è stato una grande emozione, e ce lo dimostra con abbracci e pacche sulle spalle che avrebbero potuto smontare un autocarro. E’ grande festa, tempo di magia (qualcuno dice di aver visto, anche se per pochi minuti, un ringiovanito Klaus Byron girovagare per il Siddharta, qualcuno invece dice che si trattava di suo fratello Claudio, di venti anni più giovane…), nel back stage ci si diverte, il povero Fulvio fa una foto con George che fieramente mostra il simbolo del West Ham tatuato sul bicipipe (vedi foto), Dennis si struscia la pancia con alcuni fans (anch’essi panciuti) in segno di reciproca stima, quasi si commuove con il buon Marcello Dubla di Vero Rock quando questo gli racconta di averlo visto coi Maiden nell’80 a Milano e fuori la gente non perde occasione per ballare, divertirsi e fermare Dennis per una foto o un autografo. All’alba delle 4 si fa ritorno all’Hotel Prestige, per dormire poche ore prima di far ritorno a casa e all’aereporto. Quest’anno forse si può dire, soprattutto anche la bella presenza di Eddies, che si sia trattato del Flash Party più bello tra tutti quelli che abbiamo fatto: Milano e la Toscana hanno risposto alla grande, i fans meno giovani hanno rivissuto emozioni vecchie di ventisette anni e ANCORA UNA VOLTA, gli ospiti stranieri si sono rivelati delle persone stupende sotto ogni punto di vista a riprova del fatto che chi vive a ama la musica sotto ogni forma è e rimarrà sempre un perfect gentleman. See you for the next Flash Party!!!
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