REPORT - Summer Hell 2004 - Badia Rocks (BZ) + Easy Rider (BG)

Sarebbe interessante rendere il crescendo di emozioni che ci hanno accompagnato nel nostro fine settimana on the road, dal venerdì sera di Brescia alla domenica di Bergamo.

Il pomeriggio di Venerdì 16 vede i due terzi della band alle prese col carico della scenografia sul furgone. Non potete immaginare che nervoso questo odioso, merdoso ammasso di plastica sia in grado di generare: odio che si riversa puntualmente sull’ormai unico sostenitore e promotore dell’uso di questo castello, personaggio di cui non voglio fare né nome né cognomi… Il furgone con Gab, Ivan e Manuel sfreccia a passo d’uomo sull’A4, giungendo a Brescia con un po’ di anticipo rispetto al ClairoVan con a bordo Fulvio, Paolo e Massimo. Ospiti alla festa dell’Avis, ci confrontiamo subito con un ambiente diciamo insolito e cosicché il primo violino Ivan McSimon e compagni iniziano, rigorosamente a digiuno. La platea è copiosa e la qualità è ottima! Ospite d’eccezione, come in ogni concerto che si tiene nell’area di Brescia, il piccolo Fabrizio, talentuoso chitarrista che dà modo all’affamato Tetta di cibarsi di tutto ciò che trova tra il pubblico. L’atmosfera è surreale, e tra una riesumata “Heaven can wait” ed una “The Clansman” alla prima apparizione nel nostro repertorio, c’è anche spazio per strisciare sul palco, palco che, avevo scordato di dire, era senza illuminazione. Il tempo per una salamella e due chiacchere con gli amici di Brescia, e i due poderosi mezzi Clairvoyants, carichi di strumenti e deodoranti si avviano in direzione nord, risalendo il Garda e attraversando il Trentino per arrivare, con le prime fievoli luci dell’alba in AltoAdige-SudTirol.

E’ interessante segnalare che, a cinque chilometri circa dal luogo d’arrivo, il buon Fulvio domanda “Massi vuoi il cambio?”(approfitto di questo spazio per ringraziarlo pubblicamente). Giunti in una Pederaces ancora addormentata ci avviciniamo subito al luogo dove si svolge la due giorni del Badia Rocks. Inevitabile il raffronto con l’edizione precedente: il palco, che lo scorso anno ci aveva colpito per la mastodonticità si presenta altrettanto ampio ma ben più alto! Ma la cosa che attrae maggiormente i sei fenomeni lariani è l’attiguo parco giochi: impossibile resistere al richiamo della fanciullezza… Tempo per una colazione a base di cappuccino e patatine fritte e, alle otto del mattino, i membri della boy-band possono finalmente usufruire di qualche ora di sonno nell’appartamentino che ci è stato messo a disposizione. Ora, dopo un concerto e una notte di guida ininterrotta, sarebbe normale sprofondar nel sonno più profondo. Ed effettivamenteper due terzi della banda è proprio così. Ma nel matrimoniale del singer Gab e dal secondo violino Tetta, è l’insonnia a farla da padrona. Unico rimedio alla noia del non dormire gli indovinelli di Gab, che ogni tanto perde i sensi e non risponde alle mie domande…non importa: pacifico ed “ebbro dei miei gas” mi addormento anch’io. Ma dopo circa una mezz’ora il nostro preziosissimo sonno viene interrotto da grassi pugni sulla porta e da ripetitive irritanti urla “Carabinieri!!!” L’ evidente accento inglese e la ciccionaggine dei pugni ci fanno immediatamente intuire che forse proprio di forze dell’ordine non si tratta: è invece Neil, manager di Blaze, sempre allegro e pronto allo scherzo… ovviamente il primo pensiero di tutti fu quello di ucciderlo e mangiarcelo.

Svegliatici, lavatici e profumatici coi deodoranti di Ivan (“uno per approcciare, uno per limonare e uno per scopare”) ce ne torniamo al campo dove si svolge il festival. Il nostro momento arriva verso le sei di sera: un sound-check lampo e… […] Un grazie di cuore ai ragazzi sotto il palco che, nonostante la pioggia sono rimasti coraggiosamente a sbracciarsi e a cantare le canzoni dei Maiden: questo ci ripaga di ogni sforzo e ci carica alla grande. La serata prosegue poi tra pioggia, piedi inzuppati e band che sfidano il temporale fino alle dieci, quando entra in scena la band di Blaze. Due chitarristi da orgasmo multiplo, rocciosa la sezione ritmica e lui l’uomo ragno, o meglio, l’uomo scimmia, che arrampicandosi impavido sulla struttura del palco più agilmente di Manolo, sbalordisce tutti quanti. Ora mi rendo conto che questo racconto comincia ad assumere una pesantezza degna solo di Proust, e ciò mi rende molto fiero, ma farò meglio a passare direttamente al giorno seguente, evitando di parlare del rocambolesco rientro in albergo con perquisizione del clairovan da parte dei Carabinieri. Riporterò, anzi un frammento di dialogo tra l’assonnato maresciallo, che trova sull’auto un barattolino di micro chewingum e l’assonnato Massimo, che vede per la prima volta quelle che sembrano proprio pasticche di non so che: -E queste cosa sono? -…mah, sinceramente non lo so… se vuole ne assaggio una. E pure tralascerò la notte brava di Fulvio e Paolino (sappiamo bene come il nostro manager in montagna, tenda a regredire ad uno stato preadolescenziale). E no, non parlerò nemmeno dei sudori freddi che ricoprono integralmente il nostro bassista la mattina della domenica.

Passiamo quindi all’Addio Monti e al rientro della carovana circense in lombardia, con aggiunta prestigiosa degli amici inglesi Neil, Annie e del free-climber Blaze. Arriviamo a Bergamo verso le sei di sera: il palco del’Easy Rider, collocato all’interno di uno splendido campo di calcio, si presenta superiore ad ogni nostra aspettativa in quanto a grandezza e tecnologia. Il tempo di una doccia in mezzo al campo, due tiri a pallone, un piatto di ravioli, qualche bella costina con patatine ed è già ora di suonare. Quando i suoni sul palco sono così belli e il numerosissimo pubblico accorso così caldo la serata va sempre alla grande. Ciliegina sulla torta è stata la rinnovata vena di Blaze nell'imitare Manolo. Peccato che questa volta abbia coinvolto anche il rapace Gab e insieme si siano arrampicati in cima alla struttura del palco: abbiamo temuto per la vita di entrambi. Fondamentale è ringraziare i ragazzi che hanno allestito il palco (soprattutto i due fonici: preziosissimi sia al mixer che sul palco) e tutti i simpaticissimi ragazzi dell'organizzazione (in particolar modo Carmen, che potrebbe intasare la nostra casella postale nel caso non venisse menzionata!!! :-)

Ci sarebbero ancora tantissime cose da raccontare circa questa tanto devastante quanto gratificante tre giorni, a partire dalla nostra alimentazione malsana per finire con Ivan che domenica ci supplica di tornare il più presto possibile sottraendoci così alla splendida ospitalità dell'Easy Rider. Peccato, qualche birra in più l'avremmo bevuta volentieri. E poi magari saremmo tornati a piedi!!! :-) […]

By Jonathan Grass

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